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Roberto Bonura: l’attore palermitano tra cinema d’autore, grande fiction e impegno civile


Dai laboratori teatrali guidati da Lollo Franco fino alle pellicole di Giuseppe Tornatore, Pasquale Scimeca e Giovanni Calvaruso. Il ritratto di un interprete d'eccellenza che unisce talento, presenza e rigore professionale.

Ci sono volti capaci di incarnare profondamente un territorio, di raccontarlo attraverso l’intensità di uno sguardo, la fisicità e una presenza scenica che non passa mai inosservata. È certamente il caso di Roberto Bonura, attore palermitano che, passo dopo passo, ha saputo costruire una solida carriera artistica partendo dalle tavole dei teatri cittadini fino ad arrivare ai set dei più importanti registi cinematografici e televisivi del nostro Paese.

DALLE RADICI TEATRALI AI PRIMI PASSI SUL SET

Palermitano doc, caratterizzato da un’imponente presenza fisica forte dei suoi 190 centimetri di altezza, Bonura muove i primi passi significativi nel mondo della recitazione alla fine degli anni Novanta. Tra il 1998 e il 2002 si forma sotto la guida attenta di un vero e proprio pilastro del teatro palermitano, Lollo Franco, frequentando attivamente il suo stimato laboratorio teatrale.
È proprio sui palcoscenici della sua città natale che l’attore affila le armi della recitazione e della dizione, prendendo parte a messinscena di grande valore identitario e classico. Tra i progetti di quel periodo si ricordano l'interpretazione ne I giganti della montagna di Luigi Pirandello e la partecipazione alle celebrazioni storiche del monumentale Trionfo di Santa Rosalia, un appuntamento viscerale per il capoluogo siciliano.

IL CINEMA D'IMPEGNO CIVILE: DA TORNATORE A SCIMECA

Il debutto davanti alla macchina da presa rivela presto tutta la sua versatilità d'interprete. Il primo ruolo di forte impatto sul grande schermo arriva nel 2007 con La siciliana ribelle, pellicola di Marco Amenta ispirata alla drammatica storia di Rita Atria, in cui Bonura viene scelto per un ruolo da coprotagonista.

"Un percorso artistico rigoroso, guidato dalla volontà di dare voce alle storie e alle contraddizioni della propria terra, alternando il cinema civile alle grandi narrazioni popolari del piccolo schermo."

Da quel momento, il suo legame con il cinema d’autore si consolida stabilmente. Nel 2008 viene inserito nel ricchissimo e prestigioso cast di Baarìa, il kolossal nostalgico e poetico firmato dal Premio Oscar Giuseppe Tornatore. L’anno successivo, nel 2009, il suo percorso incrocia lo sguardo internazionale di John Turturro e Roman Paska, che lo coinvolgono nel progetto documentaristico Prove per una tragedia siciliana, un viaggio intimo e antropologico nelle tradizioni più profonde dell’isola.

A confermare la sua spiccata vocazione per il cinema di stampo civile sono le sue più recenti fatiche sul grande schermo. Bonura è stato infatti diretto dal regista Pasquale Scimeca nel film Il giudice e il boss, dove ha prestato il volto e la consueta intensità interpretativa al personaggio del militante comunista Angelo Mangano. Lo ritroviamo, inoltre, con un importante e complesso ruolo da coprotagonista nella recente pellicola Vite da sprecare, firmata dal regista Giovanni Calvaruso.

IL SUCCESSO IN TV E IL VIDEOCLIP CULT

Nello stesso periodo, il volto di Roberto Bonura diventa un simbolo di impegno sociale anche grazie alla partecipazione a un pezzo di storia della musica e della televisione italiana. Nel 2007 è infatti tra i protagonisti del celebre e pluripremiato videoclip di Pensa, il brano contro la mafia di Fabrizio Moro che trionfa al Festival di Sanremo Giovani, sotto la sapiente regia di Marco Risi.
Parallelamente, la televisione nazionale si accorge delle sue doti. Bonura si impone all'attenzione del grande pubblico grazie a interpretazioni di rilievo in grandi produzioni seriali. Tra queste spicca la sua partecipazione alla serie TV cult di Rai 1 Il Cacciatore, diretta da Stefano Lodovichi e Davide Marengo e con protagonista Francesco Montanari; nella fiction, l'attore ha vestito magistralmente i panni di Francesco Giuliano Olivetti, personaggio legato alle dinamiche interne del clan Bagarella.

Il suo percorso sul piccolo schermo vanta inoltre presenze in altre importanti produzioni legate alle narrazioni della Sicilia tra cronaca, legalità e ricostruzione storica. Lo troviamo infatti in titoli di assoluto successo come Il commissario Montalbano (nell’indimenticabile episodio Il campo del vasaio del 2011) e nella serie d'azione Squadra Antimafia nello stesso anno. Nel 2016 prende parte anche alla trasposizione televisiva di La mafia uccide solo d’estate, tratta dall’omonimo film di Pif. Nel suo palmarès figurano inoltre drammi in costume e thriller, come La baronessa di Carini (2007) e I segreti dell'isola di Korè (2008).

NUOVI ORIZZONTI PROFESSIONALI

Con una carriera ormai pluridecennale che spazia con disinvoltura dal dramma storico al poliziesco contemporaneo, Roberto Bonura rappresenta una di quelle maestranze d’eccellenza e di assoluto cresciuto nel cuore pulsante di Palermo e capace di portare la propria verità umana e attoriale sui palcoscenici e sugli schermi di tutta Italia.
Voci di corridoio sempre più insistentemente dicono che qualcosa di molto importante stia bollendo in pentola per il suo immediato futuro artistico. Tuttavia, per sacrosanto dovere di serietà giornalistica e per la doverosa riservatezza professionale che si deve a questi livelli di produzione, per il momento la redazione sceglie di non aggiungere altro, in attesa degli annunci ufficiali.

CRONOLOGIA E HIGHLIGHTS DELLA CARRIERA


Articolo Editoriale 
Supervisore e Dirigente del servizio: Dott De Vita 
Distribuzione: Urban Dream di Mietto Elisa

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